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martedì 19 maggio 2009

Questione di feeling


(di Salvatore Brizzi)

"Alimentando l'insofferenza e l'odio verso le entità duali stesse, o nei confronti degli eserciti, della globalizzazione o dei responsabili dell'inquinamento ambientale, dei governi ecc. si ottiene l'effetto esattamente opposto a quello voluto. Chi agisce in tal modo diviene egli stesso inquinatore del pianeta... e anche della peggior specie: inquinatore mentale ed emotivo.

Le forze duali si nutrono infatti proprio di quelle basse emozioni che l'uomo esprime nei suoi maldestri tentativi di ostacolarle. Su troppi siti ho notato un astio serpeggiante nei confronti del Nuovo Ordine Mondiale ecc.. Questi argomenti vengono affrontati con pesantezza invece che con leggerezza. In fondo è tutto un gioco divinamente perfetto. Le migliori armi per vincere sono la Gioia, la Compassione, la Presenza... Se si incrementa la separatività non si fa altro che incrementare il potere dei signori della dualità.
È un discorso perfettamente logico.
La "battaglia per la Terra" si combatte a livello sottile più che sul piano fisico grossolano.

Come sconfiggere un nemico che si nutre di odio?
Con l'amore
.
Non combattendolo, ma sottraendogli i soldati; divulgando cioè il risveglio delle coscienze e facendo così in modo che nessuno sia più disposto a farsi abbagliare dalle sue promesse.

Il vecchio modo di intendere la vita appassirà con un moto naturale derivante dal non riuscire più a trovare terreno fertile nelle coscienze ormai liberate dei nuovi uomini".

(continua http://www.fc20.org/index.php?option=com_content&view=article&id=350:non-odiare-per-vincere&catid=89:fight-club-20)

- Il sito di SB: http://officinaalkemica.altervista.org/

mercoledì 22 aprile 2009

Salute, etica ed ambiente

Ormai sono in molti ad affermarlo: mangiare meno carne contribuirebbe a diminuire notevolmente le emissioni di CO2 nell’atmosfera.
Ne abbiamo già parlato in passato citando il National Institute for Agricultural Technology dell’Argentina. Oggi è la volta della tesi dell’economista indiano Rajendra Pachauri, presidente del Gruppo intergovernativo di esperti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (IPCC).
Lo scorso 8 settembre, a Londra, Pachauri ha presentato un documento dal titolo “Riscaldamento globale: l’impatto sui cambiamenti climatici della produzione e del consumo di carne”.

Secondo l’economista produrre 1 kg di carne ha tantissimi costi in termini ambientali:
- si emettono ben 36,4 chili di anidride carbonica;
- si rilasciano nell’ambiente sostanze fertilizzanti pari a 340 grammi di anidride solforosa e 59 grammi di fosfati.
- in pratica produrre un chilo di carne ha lo stesso impatto ambientale di un’auto media europea che percorre 250 chilometri!

D’altra parte produrre carne prevede una serie di attività che necessitano energia ed inquinano. Bisogna organizzare trasporti che rispettino la catena del freddo, nei supermercati sono necessari frigoriferi, è necessario un packaging adeguato per offrire il prodotto ai consumatori i quali, poi, consumeranno dell’altra energia per cucinare la carne e produrranno dei rifiuti per smaltire gli avanzi.
Nel suo studio Pachauri esamina anche l’impatto dell’allevamento in termini di sfruttamento del suolo. In particolare, il settore zootecnico sfrutta il 30% delle terre del pianeta e il 70 % di quelle destinate all’agricoltura. Il 70% della foresta amazzonica ormai scomparsa è ora occupato da pascoli e campi coltivati a foraggio. Una produzione, quest’ultima, che preoccupa gli esperti perché determina sovrasfruttamento del suolo.

Produrre carne necessita, inoltre, di una quantità di acqua maggiore rispetto ad altre produzioni vegetali. Ecco qualche esempio:
- per ottenere un chilo di mais sono necessari 900 litri di acqua;
- per un chilo di riso 3.000 litri;
- per un chilo di pollo 3.900 litri;
- per un chilo di maiale 4.900 litri;
- per un chilo manzo ben 15.500 litri di acqua!

L'anatomia comparata, inoltre, mostra quali siano le diversità a livello di struttura anatomica delle mascelle, dei denti, degli organi digerenti ed escretori ed infine della forma delle estremità (mani, piedi, zampe negli animali) fra le specie erbivore, carnivore, frugivore.
In base a questi studi, si è capito che l'uomo è fondamentalmente un "frugivoro", ossia è predisposto ad un'alimentazione a base di frutta, verdura e semi; si deduce pertanto che ha aberrato e diffuso le sue abitudini alimentari con usanze e tradizioni che ne hanno degenerato completamente la salute e l'evoluzione ad ogni livello.

Per maggiori informazioni:
http://www.saicosamangi.info/
www.viverevegan.org/
http://www.agireora.org/