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lunedì 15 novembre 2010

Scienza moderna e misticismo



Per la filosofia del Tantra Yoga, come per la maggior parte delle correnti mistiche sia orientali che occidentali, l'universo non è nient'altro che una combinazione di una vasta gamma di onde vibrazionali. Gli organi di senso svolgono le proprie funzioni con capacità molto limitata e infatti possono ricevere queste onde in un campo molto ristretto: non hanno la capacità di ricevere onde grossolane o sottili. In verità gli organi umani possono difficilmente percepire l'1% di tutte le possibilità che vengono espresse nel mondo fenomenico; di fatto quasi tutte si trovano al di là della portata della percezione umana. La ricetta cosmica (vedi foto in alto) dimostra, secondo i dati più recenti, che la materia ordinaria luminosa è l'ingrediente meno cospicuo (0,4%): è la sola visibile perchè è l'unica che interagisce con la luce ordinaria elettromagnetica (0,005%), con il "velo" illusorio che nasconde tutto il resto. Tale velo è detto dai mistici dello Yoga "Maya".

Anche gli scienziati sanno che con i nostri sensi percepiamo una minuscola frazione delle vibrazioni note all'universo, le quali sono molto meno di quelle non ancora scoperte. Con i nostri occhi, per esempio, percepiamo solo una minima parte dello spettro elettromagnetico che a sua volta, come è stato appena spiegato, è solo una minuscola parte di ciò che c'è "là fuori". Pertanto sarebbe più corretto chiamare energia oscura la luce em, dal momento che illumina solamente una minuscola porzione che l'uomo scambia per il Tutto. (Vedi foto in basso)


In questo secolo tanti ricercatori (Schrodinger, Heisenberg, Bohr, Dirac, Einstein, Plank, Bohm, Pauli, Fermi, Marchi, Aspect sono solo alcuni dei più brillanti) hanno cominciato a comprendere che persino la realtà oggettiva che pensiamo di conoscere è distorta dallo stesso atto della conoscenza. Per esempio, grazie alla fisica quantistica sappiamo che l'osservazione dell'attività di una particella sub-atomica cambia l'energia e il comportamento dal momento che, per compierla, le onde di luce devono colpirla ed essere rifesse indietro ai nostri occhi.

Albert Einstein all'inizio non era d'accordo e cercò in tutti i modi di screditare la nuova fisica basandosi sul fatto che essa mostra alcuni fenomeni il cui funzionamento non può essere spiegato tradizionalmente. Nel 1935, nella speranza di mettere in evidenza le lacune delle nuove teorie, lo scienziato tedesco pubblicò un esperimento con altri 2 ricercatori conosciuto come effetto Einstein-Podolsky-Rosen ma il risultato fu incredibile perchè dimostrava che le particelle sono in grado di comunicare tra di loro trasmettendo ed elaborando informazioni istantaneamente e non alla finita velocità della luce.

Nel 1982 un’équipe di ricerca dell’Istituto di Ottica dell'Università di Parigi diretta dal fisico Alain Aspect, condusse uno dei più importanti esperimenti del 20º secolo che altro non fa che confermare quanto i mistici di ogni epoca hanno sempre affermato: Tutto è Uno. Aspect ed il suo team mostrò in maniera definitiva che, sottoponendo a determinate condizioni delle particelle subatomiche come gli elettroni, esse sono capaci di comunicare istantaneamente una con l’altra indipendentemente dalla distanza che le separa, sia che si tratti di 10 metri o di 10 miliardi di chilometri. Pertanto ogni singola particella sa esattamente cosa stanno facendo tutte le altre perchè sono connesse istantaneamente, ossia non-localmente.

Concludendo, tanto per il misticismo quanto per la scienza moderna, si può affermare che:

1. la materia è costituita da onde di energia;
2. questi schemi di energia sono consci e provengono dal Nucleo Cosmico dell'universo;
3. la coscienza dell'uomo è in grado di far collassare le funzioni d'onda ed influire sulla realtà;
4. nell'universo non esiste alcuna separazione ma tutto è profondamente connesso;
5. la realtà è soggettiva e non oggettiva, ed è molto diversa da come ci appare perchè siamo limitati da filtri percettivi e cognitivi.

Per approfondimenti:

- Yoga e fisica quantistica prima e seconda parte - Anirvan Deva;
- Noi e l'infinito (video) - Vittorio Marchi;
- Ánanda Sútram e la Filosofia Spirituale di Shrii Shrii Anandamurti;

- coscienza, mente cosmica e materia (video) - Moksha's youtube channel

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lunedì 7 settembre 2009

La mente di Dio



Massimo Teodorani è un astrofisico di Cesena. Dopo essersi laureato in astronomia con una tesi teorico-matematica sulla evoluzione fluidodinamica di un residuo di supernova, ha successivamente conseguito il dottorato di ricerca in fisica stellare con una tesi osservativa sulle stelle binarie strette di grande massa e relativi trasferimenti esplosivi di massa. Ha lavorato presso gli osservatori di Bologna e Napoli e al radiotelescopio del CNR di Medicina (BO). In parallelo alla ricerca astrofisica ha condotto ricerche in fisica dei plasmi atmosferici con particolare interesse per il “fenomeno luminoso di Hessdalen”, dove come direttore scientifico ha svolto diverse missioni sul campo. Svolge tuttora ricerche teoriche nel campo del progetto SETI e prosegue la sua ricerca sulla fisica dei fenomeni luminosi anomali.

Ne "La mente di Dio" il dottor Teodorani illustra, attraverso un affascinante viaggio tra le più recenti scoperte della meccanica quantistica, come l'Universo sia una entità retta da leggi fisiche di causalità continuamente interfacciate con leggi fisiche di sincronicità.

"La sincronicità rappresenta la coscienza dell'Universo, il quale si manifesta come un'entità globale governata da leggi che scaturiscono da una matrice primigenia che lega tra di loro le varie parti in un tutto indissolubile."

Questo video ha l'importante compito di presentare in maniera semplice, organica e armonizzata, con l'aiuto anche di numerose illustrazioni e approfondimenti, tutte le sfaccettature che riguardano il fenomeno del cosiddetto "entanglement quantistico", dalle esperienze del mondo microscopico, al mondo della cosmologia, dalla neurodinamica quantistica, alla ricerca sui fenomeni psichici, dalla fisica dei plasmi e allo studio di nuove tecniche di contatto con possibili intelligenze extraterrestri.

Qua un estratto del video

Articoli correlati:

- YOGA E FISICA QUANTISTICA (prima parte)

- YOGA E FISICA QUANTISTICA (seconda parte)

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giovedì 2 luglio 2009

La mente è più forte dei geni



Qualche post fa nell'articolo "Le frequenze elettromagnetiche e la vita" abbiamo introdotto il biologo cellulare Bruce Lipton.

Nello stupendo video "La mente è più forte dei geni", lo scienziato americano ci mostra le straordinarie implicazioni delle ultime scoperte nel campo della biologia cellulare e della fisica quantistica, smontando i secolari dogmi cui la scienza accademica ci ha abituato.

Si parla dell'epigenetica che mostra come la nostra coscienza sia in una certa misura co-creatrice della realtà, come la mente possa influenzare le attività biologiche delle nostre cellule ed essere quindi causa tanto di malattia quanto di salute.

"Le ossessioni, le paure, le ansie, concorrono infatti alla concretizzazione di condizioni patologiche così come la gioia di vivere e i sentimenti di amore sono un ottimo viatico per la salute." (B. L.)

Di seguito il link con il seminario completo.
Buona comprensione...

http://www.youtube.com/watch?v=18BfgLbmMBY&feature=PlayList&p=56A0B011F840BB9D&index=0&playnext=1

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lunedì 11 maggio 2009

Yoga e Fisica Quantistica (seconda parte)


Citando lo scienziato Fritjof Capra del memorabile "Il Tao della fisica: parallelismi tra la fisica moderna ed il misticismo orientale", il monaco insegnante di yoga, meditazione ed attivista sociale Dada Maheshvarananda, nel suo libro "Dopo il capitalismo" scrive:"E' interessante notare che fin dagli anni venti, quando il mondo della scienza fu rivoluzionato dalle scoperte di Albert Einstein e dei suoi contemporanei, tra i fisici che studiavano la relatività e il quantum meccanico da una parte, e dall'altra le antiche filosofie mistiche del Tantra Yoga, del Buddhismo e del Taoismo, c'è stata una crescente convergenza di vedute sulla realtà. Sono comuni ad entrambi idee di misteriose connessioni tra tutte le parti dell'universo di una unicità cosmica di leggi fisiche dell'universo guidate da qualche processo intelligente. Concetti che sembrano puntare ad una verità più grande".

Nel 1964 il fisico irlandese John Stewart Bell aveva dimostrato (in base al suo teorema) che "Un'esperienza avvenuta tra 2 particelle sub-atomiche crea tra di esse una forma di "connessione" per cui il comportamento di ciascuna delle 2 condiziona in modo diretto ed istantaneo il comportamento dell'altra a prescindere dalla distanza che le separa" (Davide Fiscaletti, scienza e conoscenza n° 24).
Nel 1982 un'equipe di ricerca dell'Università di Parigi, diretta dal fisico Alain Aspect, ha confermato queste straordinarie implicazioni: "La sincronicità che si esplica come comunicazione istantanea tra particelle è una prova lampante che la frammentazione particellare è illusoria perché l'universo è interconnesso in ogni sua parte". (Massimo Teodorani - La mente di Dio - dvd).

Questo fenomeno in fisica è denominato "entanglement" ("intreccio") per il quale ogni parte del Tutto è connessa (istantaneamente) con il Tutto. Grazie alla sincronicita' dell'entanglement, ogni singola particella sa esattamente ed istantaneamente cosa stanno facendo tutte le altre, poichè non vi è una reale divisione/distanza ma solo l'illusoria percezione di essa.

L'esempio delle goccioline d'acqua di una famosa "storiella" indiana ci viene in aiuto: le goccioline del mare (le nostre coscienze unitarie) si percepiscono dapprima come goccioline d'acqua, separate, autonome ed egocentriche...poi, consapevolizzandosi nel corso dell'esistenza, si rendono conto che sono parte del mare (della coscienza cosmica infinita), anzi che sono loro stesse il mare sconfinato (della coscienza cosmica infinita).

Gli scienziati Vittorio Marchi e Massimo Teodorani, nei rispettivi dvd "Noi e l'Infinito" e "La mente di Dio" constatano con una punta di amarezza che purtroppo, per le solite "strategie" di potere, ci sono ancora dei fisici "accademici" che negano la possibilità di fenomeni che oltrepassino la velocità della luce perchè A. Einstein formulo' la sua teoria della relatività in base al principio che niente puo' superare la velocità della luce. Esperimenti come quello di Alain Aspect, però, sono la prova definitiva che il legame tra le particelle sub-atomiche è effettivamente di tipo non-locale, ossia istantaneo.

(continua....)


- Libri suggeriti "Il Tao della fisica" Fritjof Capra; "La scienza dell'Uno" Vittorio Marchi; "Dopo il capitalismo" Dada Maheshvarananda; "Idea e ideologia" P.R. Sarkar

- Video suggeriti "La mente di Dio" Massimo Teodorani; "Noi e l'infinito" Vittorio Marchi; "Brahmacakra" Ananda Marga prod.

giovedì 7 maggio 2009

Yoga e Fisica Quantistica (prima parte)


[foto: cascata di particelle prodotte da un'acceleratore di particelle]

Basilare per la comprensione di alcuni fenomeni della meccanica quantistica e dei millenari concetti filosofici della tradizione dello Yoga è il processo della meditazione. Dice il fisico dello SpaceLife Institute di Pesaro, Davide Fiscaletti: "Quando dirigiamo la nostra attenzione verso un dato oggetto o luogo in un determinato momento, attiviamo la nostra consapevolezza. Sembra che in questo vasto campo non ci siano limiti precisi che indichino dove 'finiamo' noi e dove 'comincia' il resto dell'universo."
Anche attraverso il fenomeno della "sincronicità" descritta molto bene nei lavori di Carl Gustav Jung e Wolfgang Pauli (premio Nobel per la fisica nel 1945, grazie alla scoperta del "Principio di Esclusione"), si afferma che gli esseri viventi, ad un livello profondo della realtà (quello sub-atomico delle particelle elementari come ad esempio gli elettroni) sono collegati tra loro e l'universo in maniera "non locale", ossia istantanea.

Massimo Teodorani, brillante scienziato internazionale di Cesena, afferma: "L'universo è un'entità retta da leggi fisiche di causalità continuamente interfacciate con leggi fisiche di sincronicità. La sincronicità rappresenta la Coscienza dell'Universo, il quale si manifesta come un'entità globale governata da leggi che scaturiscono da una matrice primigenia che lega tra di loro le varie parti in un tutto indissolubile. Infatti numerosi esperimenti in laboratorio, negli ultimi 50 anni, hanno dimostrato che tutto l'universo è collegato e la comunicazione non locale fa sì che l'informazione avvenga istantaneamente anzichè alla (finita) velocità della luce come sosteneva Albert Einstein. Cio' non vuol dire assolutamente che le teorie di quest’ultimo fossero sbagliate, tutt'altro, ma erano solamente incomplete. D'altronde egli sondava l’infinitamente grande, il macrocosmo. La fisica quantistica invece investiga sull'infinitamente piccolo, il mondo sub-atomico, il microcosmo".

Dice Aurobindo in 'The Yoga of Bhagavad Gita': "Come il nostro organismo fisico e’composto da miliardi di miliardi di vite infinitesimali – le cellule – cosi’ ogni individuo e’ onda di un Infinito Mare Universale, della cui ampia Coscienza e’ parte intrinseca e vitale".Lord Krishna, il protagonista della Bhagavad Gita, l’Incarnazione medesima di Dio (la Coscienza Cosmica) e’ identificabile con il nostro "Io" piu’ profondo ed immortale, che si rivolge alla propria ombra – la personalita’ - immersa nelle fumose volute dei livelli incarnativi. Questa Coscienza Cosmica parla nella Bhagavad Gita, ed attrae nel suo vortice di infuocato amore il proprio minore riflesso esistenziale, Arjuna, indicandogli le tecniche mistiche per liberarsi definitivamente dal vincolo delle reincarnazioni.

Grazie al noto fisico David Bohm (1917-1992) che ha integrato alle teorie di Einstein anche le piu' rivoluzionarie teorie quantistiche di Heisenberg, Dirac, Bohr, è nata la sua teoria dell'universo olografico, la quale esprime il concetto di universo come lo Yoga sostiene da millenni: la realtà della materia segue di pari passo quella della coscienza. Secondo Bohm "Vivere significa diventare una persona con un suo ego e un suo microuniverso, significa fare in modo che all'interno di quel piccolo microuniverso che è la nostra vita quotidiana possa nascere una consapevolezza che, tramite il nostro essere qui ed ora, aiuti la materia "divina" (non manifesta) che alberga nell'oceano di frequenze vibrazionali infinite, a diventare cosciente di sè stessa. Nonostante la sua apparente solidità, l'Universo è in realtà un ologramma gigantesco (gigantesco a misura nostra) e splendidamente dettagliato. Sono gli elettroni che, con i loro balzi quantici, conferiscono massa e volume al nucleo dell'atomo dandoci la "percezione" della solidità dei corpi di materia. Il motivo per cui le particelle subatomiche restano in contatto, indipendentemente dalla distanza che le separa, risiede nel fatto che la loro separazione è in verità un'illusione. Ad un livello di realtà più profondo, tali particelle non sono entità individuali ma estensioni di uno stesso organismo fondamentale".

E' d'accordo pure il fisico teorico/quantistico Fred Alan Wolf che, intervistato nell'interessante docu-film "What the 'bleep' do we know??!!" conferma: "In un Universo olografico persino il tempo e lo spazio non sarebbero più dei principi fondamentali, poiché concetti come la località vengono infranti in un Universo dove nulla è veramente separato dal resto".


- Letture suggerite: "Idea and ideology" P.R.Sarkar; "The Yoga of Bhagavad Gita" Aurobindo; "Risacralizzare il cosmo" Ervin Lazslo; David Bohm e la fisica dell'Infinito" Massimo Teodorani; "La scienza dell'Uno" Vittorio Marchi.