venerdì 4 marzo 2011

Visione Neoumanista


di Suman Casini

In un mondo sempre più assillato da problemi di ordine planetario, dai crack finanziari al collasso ecologico del pianeta, dalle minacce del fanatismo terrorista alle scie chimiche e le epidemie, la nostra lotta contro il tempo e l’irrazionalità dominata da interessi di parte sembra quella di Davide contro Golia, frutto di un’umanità inconsapevole priva di una visione globale. Ma Davide sconfisse il gigante, quindi anche per noi ci sono buone speranze. Sempre che l’umanità si ravveda e riesca a realizzare una nuova consapevolezza, riflettendo nel mondo la luce della coscienza.

Gli esseri umani di oggi sono il risultato di un lungo processo evolutivo, e anche se la preistoria sembra molto lontana il cervello dell’uomo del terzo millennio porta ancora l’eredità di epoche remote. Condividendo con i rettili del Carbonifero quello che la scienza definisce il “cervello rettile”, con i grandi dinosauri di milioni di anni fa il “cervello limbico” proprio dei mammiferi, e con i primati nostri antenati il “neocortex”, sviluppato in epoche più recenti attorno al cervello limbico.

Oltre a rappresentare le diverse fasi evolutive della nostra specie, la teoria dei tre cervelli di Paul McLean può aiutarci a capire il percorso dell’umanità e le nostre condizioni attuali. Ma può soprattutto fornire elementi importanti per cambiare il nostro futuro. Attraverso le varie zone del cervello la mente esprime diverse funzioni, dalle più grezze e elementari alle più sottili. Il cervello rettile è la sede degli istinti primari, mangiare, dormire, riprodursi, insieme a tendenze e comportamenti primitivi: la territorialità e il possesso, l’inclinazione gerarchica al dominio e alla sottomissione, la ritualità sociale e la resistenza al cambiamento. Aggressività, sesso, potere e paura sono il corollario diffuso nella nostra società, insieme al materialismo sfrenato e una struttura collettiva basata sugli istinti più bassi legati alla sopravvivenza e ai criteri più primitivi di aggregazione sociale. Un’eredità che condiziona ancora pesantemente il cammino dell’umanità trattenendola nell’oscurità.

Il cervello limbico invece è coinvolto nelle emozioni: piacere e dolore, amore e odio, rabbia e attrazione, speranza e sconforto. Anche sentimenti sottili come la gentilezza e la dedizione, l’empatia, la tendenza alla cooperazione e l’unione disinteressata hanno sede nel sistema limbico, responsabile nei mammiferi dell’inizio del comportamento altruistico.

Il terzo cervello o neocortex è il cervello più evoluto proprio degli umani, sede delle funzioni intellettuali e cognitive, della razionalità, dell’analisi e della facoltà decisionale. Il suo potenziale superiore è ancora in gran parte inespresso, ed è usato soprattutto per permettere al cervello rettile di mettere in atto strategie e comportamenti più efficaci. Anche il potenziale di empatia, amore e altruismo del cervello limbico è in gran parte inutilizzato o represso, portando a una sentimentalità egocentrica prevalentemente negativa.

Istinto, sentimento e intelletto. Tre aree cerebrali indipendenti con funzioni diverse e in grado di dominarsi reciprocamente. Ma non bisogna dimenticare che il cervello è solo un organo, usato dalla mente per realizzare le sue tendenze e funzioni. Il prevalere di una sfera sull’altra sarà quindi in base al livello evolutivo dell’individuo, legato al karma di una persona. Questa predominanza si rispecchia anche a livello collettivo, e non ci vuole molto a capire che la società materialista di oggi motivata da una competizione sfrenata è fortemente influenzata dal predominio degli istinti primari. In senso globale il cervello rettile primitivo domina quindi sugli altri, esprimendo livelli evolutivi inferiori caratterizzati dalla ricerca del piacere fisico e del potere sociale. Sostenuto in questo dall’emisfero razionale, che privato del suo potenziale superiore induce all’egotismo e al controllo calcolato.

Ancora oggi l’imperativo territoriale proprio del cervello rettile si rispecchia nel geo-sentimento [1], l’attaccamento che nasce dall’amore per la propria terra, che è alla base di molti problemi sociali e politici del mondo e da sempre divide l’umanità portando a scontri e guerre di ogni tipo. Accompagnato dalla geo-religione, la geo-economia, la geo-sociologia e la geo-politica. Tendenze che costringono la mente umana entro limiti ristretti e riduttivi, gettandola nella schiavitù del dogma e della superstizione.

Il socio-sentimento invece è l’istinto del branco, una caratteristica dominata da una sentimentalità primitiva che oscura l’intelletto e spazia dall’attaccamento alla famiglia, al proprio gruppo sociale e alla propria etnia, fino a abbracciare sfere psichiche e settori sociali sempre più ampi. Portando al gruppismo, al sessismo, al castismo, al comunalismo, al regionalismo e al nazionalismo, accendendo gli animi e facendo sfociare questi impulsi individuali e collettivi nel razzismo e nella violenza distruttiva che vuole a ogni costo annientare il diverso da sé. Una mentalità che oscura il flusso dell’intelletto e genera antagonismo sociale, sfociando nella socio-religione, la socio-economia e la socio-politica.

Sistemi che sostengono esclusivamente interessi di parte, di un territorio contro un altro, di una religione contro un’altra, di un gruppo sociale contro un altro, di un popolo contro un’altro, di un paese contro un’altro, di una razza contro un’altra. Una catena infinita di cause-effetti che ha le sue radici nell’ignoranza e nel prevalere di un sentimentalismo territoriale che diventa odio, di una religiosità che diventa fanatismo, di un potere economico che diventa sfruttamento e annientamento di interi paesi, di un’orgoglio razziale che diventa persecuzione.

Il progresso dell’umanità è quindi bloccato, e questa mentalità basata sul geo-sentimento e il socio-sentimento ha dato origine al fascismo, al nazismo, al capitalismo, all’imperialismo, all’oligarchia e alla burocrazia. Per non parlare della socio-religione, che inculcando il dogma e fomentando l’odio religioso da sempre ha diviso l’umanità creando conflitti sanguinosi e ora scuote il mondo con il pericolo del terrorismo islamico legato al fanatismo religioso, oltre che a interessi economici e politici. Fenomeni sostenuti da varie forme di sfruttamento psichico, culturale, economico e politico, mantenendo non solo il potere di una parte dell’umanità sull’altra, ma anche il potere di una specie su tutte le altre, ponendo l’uomo al centro del suo mondo come dominatore assoluto.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti, o almeno di chi vuole vedere. E all’inizio del terzo millennio occorre davvero un cambiamento globale ispirato a una consapevolezza che abbatta ogni dogma e ogni barriera mentale divisoria e limitativa, rispettando i valori esistenziali fondamentali del prossimo e delle altre specie, riconoscendo nella diversità la vera ricchezza dell’umanità.

L’umanesimo per molti aspetti trascende queste limitazioni e condizionamenti mentali, ma pur includendo i valori umani sostanziali tende a mantenere intatto il potere dell’uomo sul resto della creazione, credendo di poter disporre del mondo vegetale e animale a proprio tornaconto. Un obbiettivo che si è dimostrato a breve termine, creando enorme sofferenza e tornando indietro come un boomerang, portando alla distruzione di molte specie e alla progressiva estinzione delle risorse planetarie. Non capendo che la sopravvivenza della vita stessa su questo pianeta è legata all’equilibrio dei vari mondi che lo popolano e al rispetto dell’unicità nella diversità.

L’essere umano è sulla terra da quasi un milione di anni, ma non è ancora riuscito a realizzare una società umana unita da valori universali accettati da tutti, per il benessere collettivo e nel rispetto del resto della creazione. Il risultato è la frammentazione in tante micro-società sostenute da micro-sentimenti e interessi personali, di gruppo o nazionali, tendendo a dividere la gente invece che unirla e impedendo la realizzazione di una società universale.

“La società umana è una e indivisibile”[2], è questa la visione che occorre proiettare nella psiche collettiva. Non solo. Una nuova umanità consapevole e illuminata deve farsi carico dei problemi globali di questo mondo, ristabilendo l’equilibrio perduto e valori etici che garantiscano a tutti di poter vivere. Realizzando finalmente un sistema economico e sociale che attui un’equa distribuzione delle risorse nel rispetto delle altre specie e in armonia con l’ambiente. L’umanesimo deve quindi elevarsi al suo apice trasformandosi nel Neoumanesimo, ampliando il suo raggio e includendo nella sua visione ogni creatura esistente. E per far questo è necessario il risveglio delle coscienze attraverso lo studio e la conoscenza, consentendo di rifiutare ogni dogma e opporsi alle varie forme di sfruttamento psichico e culturale che impediscono l’evoluzione mentale e spirituale.

Sul sentiero del Neoumanesimo ci sono tre stadi. Il primo è il culto spirituale, che aiuterà a rimuovere i difetti interni ed esterni, agevolando il cammino verso la spiritualità. Un processo fisico-psichico-spirituale[3] che permette una trasformazione sostanziale della vibrazione fisica e psichica dell’essere umano. La realizzazione spirituale è infatti possibile solo se l’energia psichica diventa più sottile, e per far questo è necessario trasformare anche la frequenza vibrazionale del corpo. Il secondo stadio è l’essenza spirituale, cioè la creazione nella mente collettiva dell’umanità di una nuova onda orientata verso la spiritualità e livelli di coscienza superiori, accelerando così il progresso umano. Quando un numero abbastanza grande di individui avrà trasformato la propria coscienza allora, e solo allora, nella mente collettiva dell’umanità ci sarà un’onda spirituale che darà un grande input all’evoluzione umana. Il terzo stadio del Neoumanesimo è la spiritualità come missione, il risveglio della devozione e la realizzazione dell’unione del piccolo sé con il Sé Cosmico. Lo stato più elevato che vedrà l’uomo cittadino del cosmo ispirato dall’amore per tutta la creazione, riconoscendo in ogni cosa il riflesso luminoso del Divino.

Nel suo libro P.R.Sarkar dice: “Il Neoumanesimo darà una nuova ispirazione e fornirà una nuova interpretazione al concetto stesso dell’esistenza umana. Aiuterà la gente a capire che gli esseri umani, in quanto esseri più intelligenti di questo universo creato, dovranno accettare la grande responsabilità di prendersi cura dell’intero universo; dovranno accettare di essere responsabili per l’intero universo”.

Molti si stanno già muovendo in questa direzione, ma per accelerare il progresso umano questo movimento deve diventare sempre più evidente e consapevole, più globale e coordinato, superando le barriere divisorie e combattendo all’unisono tutte le strategie che hanno condizionato e continuano a condizionare l’umanità. Il mondo di oggi è veramente a un bivio. Da una parte il collasso globale che porta alla distruzione e dall’altro un sentiero che porta verso la luce. L’esistenza umana è simultaneamente a tre livelli: fisico, psichico e spirituale. Il vero progresso quindi deve includere ogni sfera dell’essere, illuminando ogni aspetto della vita umana con il balsamo della conoscenza.

Per costruire una società umana ispirata a valori universali sono necessari dei parametri essenziali comuni. Una filosofia spirituale e delle pratiche spirituali che espandano la mente liberandola dai dogmi e dall’ignoranza; una filosofia sociale che inglobi ogni aspetto dell’esistenza in base ai principi dell’uguaglianza sociale e una teoria socio-economica che permetta di mettere in atto tali principi; degli scritti spirituali, filosofici e sociali in grado di elevare l’intelletto umano e offrire gli strumenti per un giusto discernimento; e una guida spirituale capace di elevare la consapevolezza e il livello di coscienza delle persone, guidandole verso la realizzazione del Sé.

Senza la mente il cervello si spenge e senza la guida dell’intelletto la mente segue i suoi istinti più bassi dibattendosi nell’ignoranza. Ma cieca alla luce dell’anima anche la mente intellettualmente più evoluta resta intrappolata nelle catene dell’ego, incapace di trascendere i propri limiti e immergersi nell’infinito Sé interiore, là dove Tutto è Uno e i vari ismi che dividono il mondo si sciolgono come neve al sole. La spiritualità deve quindi diventare la base della vita e investire ogni sfera dell’esistenza, comprendendo che siamo tutti figli dello stesso Padre e realizzando una vera società umana universale per il benessere di tutti.

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[1] Nel suo libro “La liberazione dell’intelletto- Neoumanesimo” (Ananda Marga Edizioni), P.R.Sarkar analizza i vari aspetti del geo-sentimento e del socio-sentimento a livello individuale e sociale, spiegando anche i limiti dell’umanesimo tradizionale e illustrando i valori fondamentali del Neo-Umanesimo.

[2] P.R.Sarkar - Human Society is one and indivisible.

[3] Questo processo è riferito alla pratica dello Yoga, includendo gli aspetti fisici o asana, un’alimentazione senziente vegetariana o vegana e la meditazione.
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Note biografiche
Suman Casini è pittrice, scenografa, insegnante d’arte e di yoga, appassionata studiosa di medicine naturali, floriterapeuta, scrittrice, viaggiatrice... Ha vissuto lunghi periodi in Oriente e da oltre 25 anni pratica lo Yoga e la meditazione. E’ nato così il suo interesse per il vegetarianesimo come scelta di vita, e il libro Seitan Gourmet è il risultato della sua lunga esperienza in vari Centri Olistici tenendo corsi di Yoga e di cucina vegetariana, organizzando seminari e programmi per una cultura neoumanista e uno stile di vita naturale, oltre a cene e festival vegetariani. Vive e lavora a Casale Marittimo, nell’Alta Maremma toscana, dove scrive libri di vario genere.

lunedì 21 febbraio 2011

Il Futuro del Pianeta in Scala Ridotta

Nel golfo del Messico continuano imperterrite le irrorazioni chimiche, per via aerea, del Corexit, un disperdente chimico con molti componenti neurotossici, a scapito di altri prodotti molto meno invasivi disponibili e non utilizzati volontariamente. L’incredibile azione di distruzione sistematica dell’ecosistema in quella parte del pianeta, procede senza che sia possibile renderne pubbliche le conseguenze a causa dell’esistenza di un ‘cordone di sicurezza’ invalicabile ai reporter ufficiali. Solo alcuni eroici blogger locali continuano ad inviare informazioni e video dalla zona del delitto, almeno finché ciò sarà possibile. Nel video che segue, si mostrano immagini eloquenti dei mezzi aerei impiegati per tali irrorazioni, gestite da uno stranissimo ed assai poco democratico connubio tra i militari e le compagnie petrolifere. La sensazione è che ciò che sta avvenendo nel golfo del Messico sia un evento in scala ridotta di quanto accade in tutto il mondo da decenni: scie chimiche, silenzio stampa, presenza di malattie nuove e misteriose, distruzione lenta dell’ecosistema, impossibilità di ottenere informazioni e risposte dalle autorità, crollo dell’economia, impunità, impotenza della popolazione. Ma c'è anche dell'altro assai inquietante ed assai sofisticato, come suggerito dall'autore dell'arguto video (in lingua inglese).



Fonte

venerdì 18 febbraio 2011

Se non ora quando? Ma come si fa a manifestare per queste stupidaggini?


di SOLANGE MANFREDI

Oltre un milione di donne alcuni giorni fa' sono scese in piazza, e non solo donne, mobilitate per difendere i loro diritti e la loro dignità. Che tristezza!
Sono bastate tre veline dei servizi e tre settimane di propaganda sui giornali per muovere la massa. Mai vista una tale mobilitazione, anche per altri e ben più gravi problemi.

Non per la sentenza della Corte Costituzionale che stabilisce che si possono violare i diritti umani di cittadini o gruppi di cittadini e poi coprirli con il segreto di stato; non per la depenalizzazione del colpo di stato; non per aver ceduto la sovranità del popolo ad un organo sovranazionale ed autoreferenziale, ecc..

“Se non ora quando”. A questo grido le donne sono scese in piazza chiedendo le dimissioni di Berlusconi. “Offende l'Italia” si grida nelle piazze. Eh si, offende l'Italia il fatto che il Presidente del Consiglio possa essere indagato per favoreggiamento della prostituzione minorile.

L'Italia invece non si è sentita minimamente offesa dalle indagini che ipotizzavano nei suoi confronti i reati di:
corruzione giudiziaria,
finanziamento illecito ai partiti,
falso in bilancio,
corruzione,
falsa testimonianza,
appropriazione indebita,
frode fiscale,
traffico di droga,
concorso in strage (1992-1993),
concorso esterno in associazione mafiosa,
abuso d'ufficio,
concussione aggravata e minaccia....

Per questi reati no. Nessuno è sceso in piazza. L'essere indagato per questi "reatuccci" non offendeva la dignità della nostra nazione, assolutamente no. Ma l'aver sollazzato il suo real augello con donne consenzienti, questo si, ci offende profondamente.

Non è così. La nostra dignità di donne è stata offesa, e viene offesa quotidianamente, da quelle donne, e sono tante, che litigano per poter andare alle feste di Berlusconi, che sono pronte a qualsiasi acrobazia erotica pur di poter ottenere ciò che non meritano. Berlusconi, come qualsiasi uomo potente, è assediato da donne che sperano di infilarsi nel suo letto per ottenere vantaggi e favori, non ha alcun bisogno di pagarle. Ne approfitta? Probabilmente. Potrebbe astenersi? Si. Il problema è che il presidente Berlusconi le inserisce nelle liste elettorali o a sedere sui banchi del parlamento? Abbiamo avuto, ed abbiamo, “onorevoli” ben più impresentabili, uomini con condanne definitive per reati gravissimi. Ma di più, abbiamo avuto sette volte presidente del Consiglio, otto volte ministro della difesa, cinque volte ministro degli esteri, ecc. Giulio Andreotti che una sentenza passata in giudicato ha riconosciuto reo di "concreta collaborazione" con esponenti di spicco di Cosa Nostra fino alla primavera del 1980.

Le donne che si offrono quotidianamente a Berlusconi non sono donne alla fame che devono piegarsi ai desideri del premier per poter mangiare. Non sono vittime, anzi. Ed è bene che questo sia chiaro a tutti.

Se c'è qualcuno che offende e calpesta la dignità delle donne sono proprie le donne.
Noi ci siano offerte come merce, noi abbiamo fatto a gara per spogliarci sempre di più davanti a calendari, televisione, pubblicità. Noi corriamo a farci rifare le labbra a “canotto” e non certo perché siano belle, ed eleganti (non a caso quando una persona è elegante si dice: quella persona è fine). Le labbra a “canotto” hanno un solo messaggio da inviare al maschio che incontrano, e non è certo quello di trasmettergli la sensazione che da quelle labbra possano uscire discorsi colti ed intelligenti!

Ma il problema è un altro, ed è ancora più grave. Siamo noi. I problemi che abbiamo sono gravissimi ma, davanti a qualsiasi violenza o abuso (i nostri diritti costituzionali vengono calpestati dal governo e dalla comunità europea ogni giorno) restiamo immobili. Poi arriva un burattinaio che, attraverso una campagna mediatica e manipolando le nostre frustrazioni, ci fa scendere in piazza in oltre un milione non per difendere il nostro diritto lavoro, alla salute, all'istruzione, alla giustizia, ma alla dignità delle donne.

E' di questo che, davanti agli occhi del mondo, ci dobbiamo vergognare.
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APPROFONDIMENTO del dottor Penna

mercoledì 16 febbraio 2011

Dove c'è Barilla... c'è amianto!


E’ più facile e veloce bonificare uno stabilimento di 9,58 ettari pieno di amianto o tappare la bocca ad un giornalista scomodo corrompendo Aruba per fargli chiudere il sito?
Per la Barilla evidentemente la seconda ipotesi è stata più conveniente. Forse pensavano che tappando la bocca ad un giornalista non ci sarebbe mai stata una cassa di risonanza… e qui si sbagliavano di grosso perché adesso metteremo in moto la macchina del fango.
La nota holding Barilla, produttrice di "deliziose" merendine, pasta, fette biscottate, snack, pani morbidi, sfoglie e merende varie, ha uno stabilimento a San Nicola di Melfi, in Basilicata. Lo stabilimento è pieno di amianto, ha il tetto fatto di eternit nonostante la legge 257 del 27 marzo 1992 che obbliga alla bonifica. Con tutti i soldi che ha la Barilla, invece di bonificare lo stabilimento, preferisce pagare costose pubblicità che presentano le merendine più “sane” e belle d’Italia.

Il problema dell’eternit è che a lungo andare, si sfibra dando origine a piccolissime scaglie invisibili all’occhio umano. I frammenti volatili, possono, una volta respirati, provocare tumori alle vie respiratorie anche a distanza di anni. In questo stabilimento lavorano oltre 500 persone per un totale di 65 mila tonnellate annue di prodotto alimentare smistato nel nostro Belpaese.

Buone le Nastrine del Mulino Bianco, vero?

Quello è l’unico stabilimento che le produce, quindi se avete mangiato le Nastrine in vita vostra, sappiate che provenivano da uno stabilimento con tetto in eternit e con moltissime probabilità, il tetto vecchio del 1987, sta già facendo svolazzare le piccolissime scaglie di amianto.
Queste non sono mie inchieste, sono inchieste del giornalista Gianni Lannes, un giornalista con la schiena dritta che lavorava per La Stampa. Il suo lavoro è stato bloccato da mazzette e intimidazioni, quindi ha deciso di continuare aprendo un sito tutto suo, un sito libero dove pubblicare le sue inchieste: http://www.italiaterranostra.it/ (LINK)

Mi sono occupata spesso di divulgare i contenuti del sito di Lannes, perché provo una grande stima per il suo lavoro, perché ci conosciamo un pochettino e perché ci siamo sentiti spesso per motivi di “divulgazione”…
Negli ultimi tempi ho trovato il suo sito “spento”, pensavo che forse lo stavano spostando, o stavano facendo modifiche. Ho aspettato, forse troppo. Questa mattina mi sono decisa a prendere il telefono e a chiamarlo; una persona sotto scorta non può sparire per tutto questo tempo e con amara sorpresa ho saputo che il sito è stato rimosso illegalmente.

Qui sotto le parole di Gianni Lannes:
“La Barilla dei noti fratelli delega il professor avvocato Vincenzo Mariconda con studio a Milano per il lavoro sporco. Invece di rimuovere l’amianto fuorilegge (legge 257/1992) che imbottisce lo stabilimento di merendine e biscotti a San Nicola di Melfi in Lucania, tentano illegalmente di far cancellare il sito del giornale online ITALIA TERRA NOSTRA. Invece di denunciare alla magistratura per l’eventuale reato di diffamazione a mezzo stampa, tutto da dimostrare o citarci in giudizio in sede civile per un risarcimento danni, chiedono ad Aruba di oscurarci. Questa è la democrazia di chi è socio degli Anda-Buhrle (dall’anno 1979), noti soggetti trafficanti a livello internazionale di armi e ordigni. Se si tiene ad una voce libera è il momento di agire nel solco della legalità per rivendicare concretamente il diritto alla libertà di espressione. Tra l’altro sul caso sono state presentate diverse interrogazioni ancora senza risposta dal governo Berlusconi. BOICOTTIAMO LA BARILLA. SOS: pubblicate sul web e diffondete le inchieste di ITN sull’amianto alla Barilla di San Nicola di Melfi.”


Intanto quest’articolo girerà il web in lungo e in largo, mi occuperò personalmente con tutte le mie forze di divulgarlo quanto più riuscirò tramite amici, blogger, resistenti, siti e testate giornalistiche. Non è una minaccia, è un avviso. Consiglio alla Barilla di bonificare al più presto perché Gianni Lannes non è solo, e nemmeno io sono sola. La rete fa rete, e sulla Barilla c’è ancora talmente tanto da dire che l’unico modo per tappare le bocche è quello di mettersi in regola!

Buona colazione a tutti.
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FONTE

martedì 1 febbraio 2011

L'ombra della luce


«Non abbiate mai paura dell'ombra: è li a significare che vicino c'è la luce che illumina.» [Ruth E. Renkel]

Non so a voi... ma a me preoccupa cosa sta succedendo nel mondo. La sua struttura capitalistica, i sistemi di controllo, quelli che controllano la mia vita e quelli che vogliono controllarla ancora di più. Siamo veramente liberi? Apparentemente sì... ma io voglio la vera libertà... e anche voi dovreste volerla. Credo innanzitutto che ognuno di noi debba assolutamente sbarazzarsi dell'avidità, dell'odio, dell'invidia, dell'insicurezza, della paura, perchè è questo il modo in cui ci controllano: ci fanno sentire poveri, malati, patetici, piccoli, ecc. di modo che spontaneamente cediamo loro la nostra sovranità, la nostra libertà. Dobbiamo finalmente capire che fino ad ora siamo stati condizionati a livello di massa da coloro che detengono il potere (multinazionali, banche, militari, religioni varie, governi, mass-media). Essi limitano sempre di piu' la nostra libertà manipolando, veicolando e determinando le nostre percezioni, le scelte e le emozioni.

Noam Chomsky, Michael Chossudowsky e molti altri luminari dei nostri tempi lo spiegano molto bene nei loro saggi.
Non è nè un segreto nè un caso che chi detiene il Potere economico detiene anche le maggiori quotazioni in borsa di società che controllano i mass-media. Il vantaggio (loro) è che possono controllare e determinare le nostre emozioni, metterci in vendita, drogarci e alterare i nostri stili di vita e il nostro sentire piu' profondo. Già fin da piccoli siamo lasciati ore ed ore davanti agli schermi televisivi in balia di immagini insensate e violente... per non parlare della montagna di miliardi spesi per la pubblicità, il modo principale con cui la potente macchina del commercio lancia nel nostro subconscio prodotti e messaggi subliminali. E non me lo sto inventando: gli elementi subliminali sono una devastante realtà e sono sovraimpressioni, immagini grafiche nascoste, sottofondi musicali che non sono percettibili a livello conscio ma solamente a livello subconscio, in grado di farci agire come docili pecorelle senza cervello indotte a consumare, reagire e comportarsi secondo voleri prestabiliti. Tutto questo è stato pianificato con cura e attenzione già dagli anni '50 per renderci passivi, ricettivi ai dogmi politici e socio-economici, a prodotti e opinioni.

Forse sfuggire a tutto ciò non è possibile, ma possiamo sicuramente ridurre l'effetto di queste manipolazioni subliminali utilizzando, ad esempio, questi mezzi di comunicazione come estensione della nostra intelligenza creativa!
Quindi, secondo me, è tempo di svegliarsi e prendere una posizione... perchè quando facciamo scelte in sintonia con i veri valori della vita e non con quelli "imposti" dal sistema, non solo costruiamo una vita migliore per noi stessi ma un mondo migliore per tutti. Usciamo da questo meccanismo infame composto da schiavismo, menzogne, paura, classismo e da altri metodi di controllo e trasformiamo il 21esimo secolo in un secolo migliore.

(^__^)

mercoledì 26 gennaio 2011

Il «digitale terrestre» altera le frequenze cerebrali


La CIA, apparato paragovernativo (e paramilitare), è da sempre coinvolta in progetti finalizzati al "controllo mentale". In quest'ambito ha sviluppato già diverse tecnologie e ne è un esempio il famigerato MK Ultra impiegato durante la guerra fredda. Lo studio della mente e delle potenzialità extrasensoriali umane sono oggetto di numerose sperimentazioni fin dai primi anni '40, esperimenti da cui derivano anche le Psy-ops (operazioni psicologiche) tanto care agli strateghi militari e ormai abbondantemente applicate dai governi per influenzare l'opinione pubblica.

Dal blog vocidallastrada cito un passaggio significativo del discorso che il ricercatore lituano Daniel Estulin ha pronunciato di fronte ai membri del Parlamento Europeo, a Bruxelles, rivelando l’intenzione dell’élite finanziaria di far collassare l’economia globale e trasformare il mondo in una corporazione globale, della quale loro ne sono i beneficiari:
«Le operazioni psicologiche a cui siamo sottoposti quotidianamente, gli UFO, il Gruppo Bildeberg, sono argomenti che la maggioranza delle persone ignora o associa a storie di "fantascienza" grazie soprattutto alla sofisticata propaganda mediatica a cui sono costantemente sottoposte. Infatti, se da una parte numerosi film e serie televisive contenenti brandelli di verità vengono programmati con lo scopo di testare e pilotare culturalmente gli spettatori proiettandoli in realtà futuribili, dall'altra forniscono gli elementi per poter screditare facilmente eventuali fughe di notizie e proteggere le operazioni in corso.
Ovviamente, in quanto strumenti fondamentali per la manipolazione, la "macchina" di Hollywood e tutti i media mainstream che diffondono informazioni sono sempre stati al servizio dell'Elite. Elite che, grazie alla conoscenza della cultura esoterica e al genio di numerosi scienziati (non sempre consenzienti), ha distrutto, cancellato, rimodellato, corrotto, ucciso, perseguitato, inquinato, ingannato, sfruttato e perpetrato ogni sorta di abominio.»

Ora grazie alla tecnologia detta "digitale terrestre", imposta su larga scala mondiale per il "bene" del telespettatore (in Italia è di imminente attuazione), questa politica di accentramento del potere basata sulla distorsione della verità continuerà più potentemente. Dice a tal proposito il ricercatore A. Bosman in un'interessante intervista comparsa sul numero 32 di Scienza & Conoscienza:
"Esistono numerosi studi sulla sensibilità della ghiandola pineale ai campi elettromagnetici e le misurazioni EEG (elettroencefalogramma) hanno mostrato chiaramente che le nostre onde cerebrali vengono alterate. Per la salute neurale generale, le nostre onde cerebrali si abbassano a una frequenza alfa di 8Hz una volta ogni 30 secondi. La televisione tradizionale inducendo una risonanza di 24Hz 0gni mezzo minuto fa in modo che l'abbassamento regolare a 8Hz sia sostituito da una frequenza più alta, portando il "soggetto telespettatore" ad una lieve forma di trance ipnotica. La tv digitale altera la frequenza addirittura a 30Hz ogni 30 secondi facendo sì che l'influenza delle microonde sia molto più complessa e preoccupante per la nostra salute psico-fisica, portando il "soggetto telespettatore" ad una forma di trance ipnotica più forte."

Come al solito voglio ricordare che lo scopo di questo blog è quello di condividere, informare, argomentare e fornire spunti di riflessione su tematiche non trattate dai media ufficiali (chissà come mai, eh?) per affrontare, apprendere e comprendere certi meccanismi delicati e complessi dei tempi che stiamo vivendo.


APPROFONDIMENTI:
- ogni parola "rossa" del post collega ad un link di approfondimento;
- interessante intervista sul Club Bildeberg al ricercatore Daniel Estulin
- The secrets of mind control

(^__^)

venerdì 14 gennaio 2011

Sai come vive e cosa mangia il pollo che mangi?


Il 26 agosto del 1789, in piena Rivoluzione francese, venne emanata la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino. Dopo duecento anni e innumerevoli passi avanti sulla strada del “progresso”, il 15 ottobre del 1978 veniva proclamata a Parigi la dichiarazione universale dei diritti dell’animale con la quale si stabilisce che tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti all’esistenza (articolo 1). Nel caso che l’animale sia allevato per l’alimentazione, deve essere nutrito, alloggiato,trasportato e ucciso senza che per lui ne risulti ansietà e dolore (articolo 9).

In quegli stessi anni, gli attivisti animalisti erano molto critici nei confronti dell’allevamento industriale; Ruth Harrison, autore del libro Animal Machines (1964), denunciava i sistemi di produzione intensiva di vitelli, suini e avicoli, rivendicando le cinque libertà dell’animale: alzarsi, sdraiarsi, girarsi, stendere gli arti e pulirsi senza difficoltà.

17 chili a testa
Fino agli anni Cinquanta del secolo scorso i polli crescevano circa 2 chilogrammi in 63 giorni. Oggi, invece, un pollo industriale (il broiler, una razza appositamente selezionata in relazione alle esigenze dell’allevamento industriale: quantità, velocità, basso costo) è “pronto” in soli 33 giorni: uno sviluppo troppo rapido che ingrossa a dismisura ossa, polmoni, cuore e corpo. «Non ci reggiamo sulle zampe – racconta un pollo moderno – zoppichiamo e stiamo spesso seduti sulle lettiere sporche, molti contraggono malattie alla pelle. Per prevenire le malattie che potrebbero compromettere la nostra vendita, ci imbottiscono di antibiotici» (tratto dal libro Cosa Mangia il pollo che mangi? – Arianna Editrice).

In Italia l’industria del pollo è fiorente – come il viso rubicondo di un simpatico signore dall’accento romagnolo che dagli schermi televisivi ci invita a mangiare insuperabili rollè precotti di tacchino e pratiche cotolette pollo e spinaci. Le aziende riproduttrici sono 250, gli allevamenti 5.586 (che salgono a 8.382 se contiamo anche quelli da uova), gli incubatoi 114; ad essi si aggiungono 116 macelli, 451 laboratori di sezionamento, 158 depositi frigorifero e 55 centri di riconfezionamento (dati aggiornati a giugno 2009, NdR)

Nel 2006, l’industria della carne avicola ha fatturato 2.580 milioni di euro (che equivale al 2,3% del settore alimentare) con 32.836 tonnellate esportate e 6.071 importate (Paesi extra Ue). Si sono allevati 149 milioni di polli distribuiti fra Emilia Romagna (21%), Lombardia (22%), Veneto (26%) e altre regioni (5%). L’intera produzione avicola ammonta a 1.048.800 tonnellate con oltre 400 milioni di capi macellati, di cui 372,19 milioni solo di broiler.
Con un acquisto medio di 2,14 kg e un consumo pro-capite di 17,1 kg (nel resto del mondo è di 12,3) la spesa per l’acquisto di carne avicola copre il 27% della spesa mensile di una famiglia media italiana.

Cotoletta batteriologica
La rivista Altroconsumo, organo dell’omonima associazione di consumatori, ha proposto, nel fascicolo 220 di novembre 2008, un’inchiesta sul pollo d’allevamento: 59 campioni di broiler (acquistati e trasportati in laboratorio con furgoni frigoriferi, per non interrompere la catena del freddo) sono stati sottoposti a dettagliate analisi di conservazione, igiene e patologia.

Il risultato? «Ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli – scrive Altroconsumoe bandire il pollo dalle nostre tavole». La contaminazione batterica presente nella carne è principalmente imputabile alla crescita “esponenziale” a cui sono sottoposti i broiler: gonfiati, appesantiti e incapaci di muoversi, sono esposti a patologie a carico delle zampe e della pelle.
Le analisi hanno evidenziato la presenza di bacilli di salmonella che, se trasmessi all’uomo, provocano febbre, diarrea, dolori muscolari, crampi e vomito.

Il problema delle patologie comincia dall’allevamento e si protrae per tutta la filiera, fino al banco del supermercato: il pollo non deve essere esposto a sbalzi di temperatura e la catena del freddo deve essere sempre efficiente. I campioni analizzati da Altroconsumo sono stati acquistati in diversi punti vendita, nella tradizionale bottega sotto casa e nella moderna distribuzione organizzata: il pollo comprato dal macellaio è risultato migliore di quello del supermercato.

Eppure, in seguito a una ricerca sulla cultura alimentare degli italiani realizzata nel 2007 dall’esperto Daniele Tirelli, è emerso che il consumatore, in termini di sicurezza alimentare, preferisce il pollo della GDO (la grande distribuzione organizzata): circa l’80% degli intervistati è soddisfatto del rapporto qualità-prezzo del pollo del supermercato, non considerando che il basso costo è sinonimo di una filiera inefficiente.

L’inchiesta di Altroconsumo boccia produttori e distributori per scarsa igiene e cattiva conservazione del broiler nei vari passaggi della filiera e fornisce consigli su come evitare i pericoli connessi alle patologie: è preferibile comprare il pollo e consumarlo in giornata, tenerlo in frigorifero coperto con cellophane o all’interno della propria confezione, lavare bene le mani e gli utensili da cucina dopo avere maneggiato il pollo crudo; cucinarlo accuratamente a più di 70 gradi e controllare che non resti crudo.

Vita da allevamento
Oggi inizia a farsi strada una concezione del benessere animale intesa come well-being sia fisico che mentale: deve esserci una condizione di adattamento o armonia fisico-psicologica tra l’organismo e il suo ambiente caratterizzata dall’assenza di privazioni, lesioni, malattie, disturbi comportamentali, stimoli avversi o qualsiasi altra limitazione imposta dall’uomo che influenzi negativamente l’efficienza di un animale.

Le problematiche della salute animale variano, a diversi livelli, in funzione della specie, delle condizioni di allevamento e del grado di intensità. In passato, ad esempio, nel settore avicolo industriale i polli erano allevati in batteria, mentre le galline erano tenute a terra. Ne conseguiva una bassa consistenza della carne da un lato e uova sporche di feci dall’altro che erano la causa primaria di numerose patologie. Recentemente, il pollo è sceso a terra per accrescere la consistenza della carne e la gallina è salita in batteria per ridurre i problemi igienico-sanitari: mentre il pollo può, teoricamente, correre, svolazzare e irrobustirsi per fornirci una carne più sostanziosa, le galline non calpestano più gli escrementi e l’uovo viene deposto su un nastro trasportatore.

Anche il broiler è allevato a terra senza gabbie ma in un ambiente chiuso, controllato da parametri produttivi che puntano alla massima crescita nel minor tempo possibile.
Le critiche nei confronti dell’allevamento industriale sono rivolte ai programmi di alimentazione intensiva e alla continua illuminazione, a cui si associano la poca attività motoria, gli accovacciamenti forzati sulla lettiera, i problemi allo scheletro e alle zampe e le lesioni alla pelle.

La densità dell’allevamento determina la buona salute o meno del pollo ed è la causa primaria dell’aumento del rischio di patologie in caso di cattiva gestione o scorretta alimentazione. Negli ultimi anni, il Comitato scientifico europeo della salute e del benessere animale ha osservato che la crescita esponenziale delle specie animali non va di pari passo con un soddisfacente livello di benessere. Per questo motivo, il 12 luglio 2007 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale comunitaria la direttiva europea 2007/43/CE contenente le norme minime per la produzione della carne avicola, a cui tutti gli stati membri dovranno adeguarsi entro il 30 giugno 2010. L’attenzione dell’UE si è focalizzata sugli allevamenti di tipo intensivo, cioè quegli allevamenti con oltre 500 polli: le nuove regole stabiliscono una densità massima di 33 chilogrammi/ metro quadrato (in Italia lo spazio per la densità è di oltre il 10% in meno, mentre in Danimarca e Olanda si arriva fino a 40-42 kg/m2).

Secondo quanto stabilito dalla normativa, i polli hanno il diritto di avere:
• degli abbeveratoi efficienti e raggiungibili;
• disponibilità del mangime;
• la lettiera asciutta e friabile in superficie;
• una sufficiente ventilazione;
• un basso livello sonoro e una situazione climatica adeguata;
• dei controlli e delle ispezioni due volte al giorno per valutare il loro livello di salute.

Il proprietario dell’allevamento ha l’obbligo di tracciare il sistema produttivo su appositi documenti in cui vanno specificate la dimensione delle superfici occupate, i sistemi di ventilazione, di raffreddamento e di riscaldamento, l’alimentazione e l’approvvigionamento d’acqua, i sistemi di allarme e di riserva in caso di guasti delle apparecchiature, il tipo di pavimentazione e di lettiere usate. La direttiva prevede anche un’appropriata formazione degli operatori avicoli sulla fisiologia (il comportamento e il fabbisogno), sulla manipolazione del pollame (cattura, carico e trasporto), sulla cura di emergenza (uccisione e abbattimento) e sulla bio-sicurezza.

Nonostante questi miglioramenti l’interrogativo sulla qualità della carne di pollo presente sulle nostre tavole permane, e viene spontaneo chiedersi se sia logico e sano consumarne oltre 17 chilogrammi a testa l’anno: forse sarebbe opportuno ridurre i nostri consumi di proteine animali e riscoprire il sapore del pollo ruspante, magari gustato una volta la settimana e non un giorno sì e uno no.

Per imparare a riconoscere un “vero” pollo si trovano utili indicazioni anche in rete: sul sito www.biozootec.it si può consultare il “Manifesto del Pollo ruspante e biologico” che elogia l’allevamento estensivo in quanto capace di coniugare «biodiversità e legame con il territorio, competitività, diversificazione, rintracciabilità, integrità dei suoli e protezione dell’ambiente, salubrità delle carni e resistenza alle malattie».

Articolo estratto dal Consapevole n° 19.

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