Visualizzazione post con etichetta ecologia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ecologia. Mostra tutti i post

giovedì 20 maggio 2010

Ma tu lo sai...?



Ma tu lo sai da dove viene quello che consideri "cibo"?

Sai chi è stato prima di essere cibo e com'è stato allevato?

Sai che effetti può avere REALMENTE sul tuo corpo e sulla tua salute?

Sai qual è l'impatto sulla popolazione (soprattutto quella più povera) e l'ambiente?

E soprattutto, sai perché non te lo vogliono spiegare e perciò ti raccontano un sacco di bugie?

MONEYYYYYYY cantavano i Pink Floyd........

Non servono cortei e manifestazioni con slogan rabbiosi, ma presa di coscienza, dialogo e diffusione dell’informazione a tutte le persone che ci circondano.
Sbrighiamoci a farlo, incuranti di chi ci potrà prendere per visionari, occorre solo avere il coraggio di tenere gli occhi aperti e di informarsi... così scoprirete che esistono ben poche malattie incurabili (le cure naturali ce le nascondono) e che la salute è alla portata di tutti con una corretta alimentazione di base.

Questo sito è un ottimo punto di partenza per capire alcuni meccanismi di cui sopra.

(^__^)

mercoledì 27 gennaio 2010

La Fame nel mondo è gestita "a tavolino"


Quando un piccolo gesto può fare la differenza - D.ssa Maria Concetta Digiacomo

Quando si parla di Fame nel mondo, si rischia troppo spesso di fare un discorso demagogico e in quanto tale può non essere sentito dai più. Spesso il problema viene vissuto come qualcosa che non possiamo modificare. Nel nostro piccolo, nel nostro vivere quotidiano, possiamo pensare di fare beneficenza aiutando i più poveri, facciamo delle donazioni, aiutiamo delle associazioni umanitarie di cui ci fidiamo, ma a volte basta anche un gesto apparentemente insignificante, che invece ha delle ripercussioni veramente rilevanti. Vorrei così dare un messaggio semplice, apparentemente poco significativo, ma al tempo stesso di sostanziale rilevanza.

I numeri
- 900 milioni di persone soffrono la fame e ben 2 miliardi sono quelle mal nutrite;
- ogni anno 11 milioni di bambini muoiono per cause facilmente prevenibili (basterebbe molto spesso che avessero almeno accesso all’acqua e che questa fosse potabile). Molti altri ancora si “perdono in mezzo ai vivi”, resi invisibili dalla miseria. Di loro si perde ogni traccia, perché mai registrati alla nascita, perché rimasti orfani in età troppo tenera o perché finiti con in mano un fucile in un inferno molto più grande di loro, o finiti nel giro della prostituzione o finiti nel macabro, ma molto ben orchestrato (ad alti livelli!!) giro del traffico illegale degli organi!!
- Oltre 600 milioni di loro, sotto i 5 anni di età, sopravvivono con meno di 1 dollaro al giorno, 200 milioni sono affetti da rachitismo per malnutrizione e oltre 110 milioni non vanno a scuola.

Dall'altra parte...
- 1 miliardo e 142 milioni di persone sono sovrappeso.
- 29.2 milioni di persone ogni anno muoiono per eccesso di cibo (17,5 milioni per patologie cardiovascolari, 9 milioni per patologie tumorali, 3,8 milioni per diabete...)

Cosa dire della parte più nobile e più pulita, di quel mondo meraviglioso e magico che apparterrebbe loro, di un diritto inviolabile: l’INFANZIA? Vengono privati di tutto questo, con un vero e proprio “saccheggio”!!

Perché organizzazioni importanti come la F.A.O. ad esempio, con i suoi 3500 dipendenti, di cui 1600 dirigenti ben stipendiati, da anni si interessano e si “impegnano” a tentare di risolvere il problema della fame, ma non ci riescono!? E perché gli affamati nel mondo aumentano sempre di più senza che a livello di organizzazioni che si fanno carico di questi problemi, non si riesce a trovare una soluzione? Forse perché da sessant’anni, ogni anno si organizzano vertici per discutere di Fame, davanti a tavole imbandite di cibo, o forse perché il 70 % dei dipendenti non vive sul campo, ma comodamente a Roma? O forse il problema è ancora più grande e la Fame è volutamente e lucidamente DECISA “A TAVOLINO” NEGLI AMBIENTI DELL’ALTA FINANZA E NELLE “STANZE DEI BOTTONI”?



Di fronte a questo scenario cosa possiamo fare noi? Di certo non possiamo “risolvere” il problema di così difficile soluzione, ma possiamo fare la “NOSTRA PARTE”.

Le premesse:
- Per produrre 1 kg di carne ci vogliono circa 15.000 litri di acqua;
- Per ogni kg di carne prodotto, servono 16 kg di cereali per nutrire gli animali.
- Gli allevamenti di bestiame sono responsabili del 18% delle emissioni complessive di gas serra;
- La produzione di 1 kg di carne causa emissioni equivalenti a 36,4 kg di anidride carbonica;
- Il bestiame è una fonte diretta di metano, 23 volte più dannoso dell’anidride carbonica;
- Ogni ora vengono uccisi, solo negli Stati Uniti, 500.000 animali;
- 2/3 delle terre fertili del pianeta, sono usate per coltivare cereali e legumi per gli animali che saranno poi macellati.

Il numero enorme di animali allevati, per produrre carne:
- Bovini = 1.300.000.000,
- Suini = 1.000.000.000,
- Ovini + Caprini = 1.700.000.000
- Avicoli = 12.000.000.000!!!

Queste cifre contrastano in maniera stridente con i dati sulle popolazioni che muoiono ogni giorno per fame (due su dieci!).

Usare l’85% della produzione di cereali per alimentare gli animali e destinare poi questi all’uomo, da' origine ad una catena divoratrice di risorse. E’ stato calcolato che per l’alimentazione del solo miliardo e trecentomilioni di ruminanti del pianeta, si utilizzano cereali che sfamerebbero 9 miliardi di persone!! Quindi le produzioni attuali di cereali sarebbero già più che sufficienti a sfamare tutti: basterebbe ridistribuire la risorse e diminuire il consumo di carne dei paesi ricchi.

Se solo si diminuisse la produzione di carne quanto più cibo ci sarebbe ? Quanta più acqua? Quanto meno inquinamento?
Perché a livello di FAO o di grosse organizzazioni ONU, non si vuole a mettere in relazione l’aumento della fame con la produzione di carne: nel 2007 la produzione di carne è stata circa 275 milioni di tonnellate; nel 2008 pare supererà i 280 milioni, e a questo ritmo nel 2050 sarà raddoppiata! E sempre che il nostro pianeta resista, saranno anche raddoppiati i morti per fame!

Un piccolo-grande gesto (per cominciare) ce lo suggerisce il premio nobel per la pace 2007 Rajendra Pachauri, presidente del panel intergovernativo sui mutamenti climatici delle Nazioni Unite che ha recentemente proposto per la salvaguardia del nostro pianeta, per il nostro benessere e per la fame nel mondo, una soluzione ”veloce” e alla portata di tutti: RINUNCIARE A FETTINA O BISTECCA UNA VOLTA ALLA SETTIMANA!
La proposta di Pachauri (premio nobel per la pace) è sensata e legittima, dunque mangiare meno carne farà bene al clima, all’ambiente, e sicuramente anche a noi stessi.

Il valore etico di una scelta vegetariana è quindi elevatissimo, rappresentando una scelta di giustizia, di lotta contro la disuguaglianza e la sofferenza dei più deboli, inclusi gli animali non umani. Capisco che questa scelta non può, e di questo me ne rendo conto, essere di tutti.
Ma se ognuno di voi, o di quanti mi leggeranno e vorranno ascoltare il mio modesto suggerimento, adottasse questa semplice e ”veloce” soluzione, così come propone Pachauri, rinunciando a mangiare carne una volta la settimana, o riducendo in generale l’alimentazione con prodotti di origine animale, inciderebbe in maniera significativa sulla propria salute, del mondo, della natura e degli altri “poveri” dimenticati."

----------> Lettera della D.ssa Maria Concetta Digiacomo, medico di famiglia.

PS: la neutralità favorisce sempre l'oppressore, non la vittima. Il silenzio incoraggia sempre il torturatore, non il torturato. (@)

(^__^)

lunedì 29 giugno 2009

Il coraggio di scegliere, ora.


«Ovunque, le persone cominciano a fare scelte più in sintonia con i loro valori. Ci stiamo rendendo conto che, quando facciamo scelte in sintonia, non solo costruiamo una vita migliore per noi stessi, ma un mondo migliore per tutti.

C'è una scelta logica
che a volte viene sottovalutata, una delle più strettamente personali, pratiche ed etiche che si possano fare e grazie ad essa possiamo contribuire a grandi cambiamenti:

- nutrire noi stessi e tutte le persone che soffrono la fame nel mondo;
- fermare la deforestazione, rinfoltire i vasti boschi del nord e salvare le foreste pluviali, che stanno scomparendo;
- rivitalizzare i nostri paesaggi rurali e salvare le fattorie;
- fermare una delle principali cause di inquinamento e di spreco dell'acqua;
- restituire agli oceani vivaci mondi subacquei, pieni di vita e di meraviglia;
- rendere cancro (al colon ad esempio è stettamente correlato con il consumo eccessivo di carne) e malattie cardiache una rarità, invece che un evento comune;
- non imprigionare e uccidere esseri viventi che provano emozioni e sentimenti, gli animali.


Questa non è utopia ma trattasi semplicemente di scelta che può essere fatta da chiunque, ogni giorno. Proprio ora.»

Grazie alla dottoressa Marina Berati dell'Associazione no-profit Agire Ora per questo articolo e per le interessanti informazioni che divulga e condivide.

VIDEO

(^__^)

mercoledì 17 giugno 2009

Osiamo cambiare, cerchiamo nuove strade!


Prima di mangiare un "semplice" panino al salame sarebbe saggio prendere in considerazione ciò che la FAO (Organizzazione per l'Agricoltura e l'Alimentazione dell'Onu), il World Watch Institute, l'Ipcc dell'Onu, il Ministero dell'Ambiente tedesco e l'Istituto per gli studi Ambientali della Libera Università di Amsterdam affermano riguardo alle più aggiornate informazioni scientifiche sui cambiamenti climatici e il loro legame con l'allevamento intensivo di animali: questo tipo di allevamento causa il 18% dell'effetto serra totale, una percentuale maggiore di quella dell'intero settore dei trasporti pubblici e privati (13,5%).

L'interessante testo, profondo e dettagliato, che vi proponiamo di seguito è tratto dal blog di Jose Saramago (scrittore, poeta e critico letterario nato in Portogallo nel 1922, Premio Nobel per la Letteratura nel ’98), "O Caderno de Saramago" - http://caderno.josesaramago.org.
Grazie a Massimo Lafronza per la traduzione.
Buona lettura.
(^__^)

"Quando le pandemie sono figlie del business (e della nostra ignoranza e/o indulgenza)" di Jose Saramago:

"Non conosco niente sull' argomento e l'esperienza diretta di aver convissuto durante l' infanzia con i maiali non mi serve a niente. Quella era più che altro una famiglia ibrida di umani e animali. Ma leggo con attenzione i giornali, ascolto e vedo i reportage della radio e della televisione, e alcune provvidenziali letture mi hanno aiutato a capire meglio i particolari delle cause all' origine dell'annunciata pandemia, forse potrei trascrivere qui alcuni dati che aiutino a loro volta il lettore. Già da parecchio tempo gli specialisti in virologia sono convinti che il sistema di agricoltura intensiva della Cina meridionale sia stato il principale vettore della mutazione influenzale: sia della sua "deriva" stagionale sia dell' episodica "trasformazione" del genoma virale.

Ormai già sei anni fa, la rivista Science ha pubblicato un importante articolo in cui mostrava che, dopo anni di stabilità, il virus della febbre suina dell' America del Nord aveva intrapreso un salto evolutivo vertiginoso. L' industrializzazione degli allevamenti, da parte di grandi imprese, ha rotto quello che fino ad allora era stato il monopolio naturale della Cina sull' evoluzione dell' influenza.
Negli ultimi decenni, il settore degli allevamenti si è trasformato in qualcosa che assomiglia più a quello petrolchimico che all' idea bucolica della fattoria a conduzione familiare che nei libri di scuola descrivono con compiacenza...


Nel 1966, per esempio, negli Stati Uniti c'erano 53 milioni di suini distribuiti in un milione di fattorie. Attualmente 65 milioni di maiali sono concentrati in 65.000 strutture.

Questo significa passare dagli antichi porcili ai ciclopici inferni fecali di oggi, nei quali, tra lo sterco e sotto un calore soffocante, pronti a scambiarsi agenti patogeni alla velocità della luce, si ammassano decine di milioni di animali con sistemi immunitari molto più che deboli. Sicuramente non sarà l' unica causa ma non potrà essere ignorata.
L'anno scorso, una commissione convocata dal Pew Research Center ha pubblicato una informativa sulla "produzione animale in allevamenti industriali, in cui si poneva in risalto il grave pericolo che il circolare continuo di virus, caratteristico delle greggi o mandrie enormi, aumentasse la possibilità di apparizione di nuovi virus in seguito a processi di mutazione o di ricombinazione che avrebbero potuto generare virus più efficaci nella trasmissione tra umani".

La commissione metteva anche in guardia sull'uso indiscriminato di antibiotici negli allevamenti suini - più economico che in ambienti umani - che stava favorendo l' aumento di infezioni da stafilococco, allo stesso tempo in cui gli scarichi liquidi residuali generavano episodi di escherichia coli e di pfiesteria (il protozoo che ha ucciso migliaia di pesci negli estuari della Carolina del Nord e che ha contagiato decine di pescatori). Qualsiasi miglioria nell' ecologia di questo nuovo agente patogeno dovrebbe far fronte al mostruoso potere delle grandi corporazioni aviarie e d' allevamento, come Smithfield Farms (suino e manzo) e Tyson (pollame).

La commissione ha riferito di un ostruzionismo sistematico messo in atto dalle grandi imprese, comprensivo di aperte minacce di bloccare i finanziamenti ai ricercatori che collaborassero con la commissione. Si tratta di un' industria molto globalizzata e con influenze politiche. Così come il colosso della carne di pollo di Bangkok, Charoen Pokphand, fu capace di mettere a tacere le indagini sul suo ruolo nella diffusione dell' influenza aviaria nel sud-est asiatico, è probabile che l' epidemiologia forense del focolaio di influenza suina sbatta la testa contro il muro di gomma dell' industria della carne di maiale.

Questo non significa che non si riuscirà mai a puntare il dito contro qualcuno: sulla stampa messicana si mormora già di un epicentro nei pressi di un'enorme filiale della Smithfield nello stato di Veracruz.
Ma ciò che conta è il bosco, non i singoli alberi: il fallimento della strategia pandemica dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), l'ulteriore declino della sanità pubblica mondiale, la morsa applicata dalle grandi multinazionali farmaceutiche sui medicinali salvavita e la catastrofe planetaria rappresentata dalla produzione di allevamenti industriali ecologicamente irresponsabili. Ne risulta che i contagi sono molto più complicati rispetto all' entrata di un virus presumibilmente mortale nei polmoni di un cittadino incastrato nella tela degli interessi materiali e della mancanza di scrupoli delle grandi imprese.


Tutto contagia tutto. La prima morte, tanto tempo fa, è stata quella dell' onestà. Ma si potrà mai chiedere, veramente, onestà a una multinazionale?
"


(^__^)

giovedì 28 maggio 2009

Ecologia della nutrizione


"Meat the truth - Carne, la verita' sconosciuta" è un nuovo documentario realizzato da una fondazione olandese, la Nicolaas G. Pierson Foundation; doppiato in italiano da AgireOra Edizioni, e' da oggi disponibile su DVD e on-line.

Meat the truth
e' un documentario con le migliori e più aggiornate informazioni scientifiche sui cambiamenti climatici e il loro legame con l'allevamento di animali: quest'ultimo causa il 18% dell'effetto serra totale, una percentuale simile a quella dell'industria "classica" e maggiore di quella dell'intero settore dei trasporti pubblici e privati (13,5%).

Con un linguaggio accessibile a tutti, interviste con scienziati, animazioni, statistiche, il documentario intende dare un importante contributo al dibattuto pubblico sul tema, mostrando come un'alimentazione maggiormente basata su ingredienti vegetali sia necessaria per diminuire drasticamente l'impatto sull'ambiente della produzione di cibo. Il documentario è adatto a giovani e adulti, particolarmente indicato per la visione nelle scuole superiori e nelle università.

Le informazioni scientifiche contenuta nel documentario derivano e sono state convalidate dalla FAO (Organizzazione per l'Agricoltura e l'Alimentazione dell'ONU), dal World Watch Institute e dall'Istituto per gli Studi Ambientali della Libera Università di Amsterdam.

Rajendra Pachauri, premio Nobel per la Pace 2007, economista e scienziato indiano, direttore dell'IPCC, il Panel Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite, il 15 gennaio 2008 a una conferenza stampa a Parigi in cui è stato presentato il dossier dell'IPCC emanato nel 2007, ha dichiarato:
"Abbiamo grandi poteri, come singoli, e quindi anche grandi responsabilità. E' importante, dunque, portare a conoscenza di tutte queste informazioni le persone, in modo che ciascuno possa scegliere con consapevolezza.
Quello che possiamo fare sul fronte della scelta del nostro cibo è decisamente più potente di quello che possiamo fare in ogni altro campo!".


Il filmato, della durata di 73 minuti in versione integrale, e di 27 minuti nella versione breve, puo' essere ordinato dal sito di AgireOra Edizioni e si puo' guardare on-line dai siti TV Animalista, VegPyramid TV e SaiCosaMangi TV.

Ordina il DVD:
http://www.agireoraedizioni.org/catalogo/video-dvd-cd/video/veganismo/dvd-meat-the-truth

Guarda Meat the truth su TV Animalista:
http://www.tvanimalista.info/video/ecologia-della-nutrizione/meat-the-truth-carne-la-verita/

- Fonte: Agire Ora Network

(^__^)

martedì 26 maggio 2009

Terra Futura, VI° edizione


Terra Futura è una grande mostra-convegno strutturata in un’area espositiva, di anno in anno più ampia e articolata, e in un calendario di appuntamenti culturali di alto spessore, tra convegni, seminari, workshop, momenti di animazione e spettacolo.

Nata dall’obiettivo comune di garantire un futuro al nostro pianeta – e di farlo insieme – la manifestazione mette al centro le tematiche e le “buone pratiche” della sostenibilità sociale, economica e ambientale, attuabili in tutti i campi: dalla vita quotidiana alle relazioni sociali, dal sistema economico all’amministrazione pubblica...

Terra Futura vuole far conoscere e promuovere tutte le iniziative che già sperimentano e utilizzano modelli di relazioni e reti sociali, di governo, di consumo, produzione, finanza, commercio sostenibili: pratiche che, se adottate e diffuse, contribuirebbero a garantire la salvaguardia dell’ambiente e del pianeta, e la tutela dei diritti delle persone e dei popoli.

Numerosi e importanti i consensi raccolti negli anni. Oltre 94.000 i visitatori dell’edizione 2008, 550 le aree espositive con più di 5000 enti rappresentati; 160 gli eventi culturali in calendario e 850 i relatori presenti, fra esperti e testimoni di vari ambiti di livello internazionale.

La sesta edizione di Terra Futura si svolgerà sempre alla Fortezza da Basso, a Firenze, dal 29 al 31 maggio 2009.


- Il testo del post è stato tratto dal sito della manifestazione. Di seguito trovi il link al programma dei 3 giorni: http://www.terrafutura.it/index.php?option=com_content&task=view&id=420&Itemid=154

Grazie di cuore a Prabha per la segnalazione.


PS: Sabato 30 maggio, dalle 15:30 Didi Ananda Harimaya presenterà "La Scienza Estetica e la Scienza Supraestetica" nella Sala Ottagonale della Fortezza da Basso, spazio dedicato alla spiritualità, meditazione e preghiera interreligiosa "Insieme per la Pace".

(^__^)